Opzione in politica

Oggi voi mi chiedete delle tendenze che potrebbero affermarsi nella concezione del verde, in particolare nello spazio pubblico.

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Rispondo con una dichiarazione di umiltà: non ne ho idea, anzi non voglio averla, perché questo è un testo di civiltà che dobbiamo scrivere tutti insieme.

Immagino tuttavia che sia molto importante cominciare a cercare di spiegare alla gente, e a noi stessi, che cosa sia il paesaggio e perché potrebbe essere una delle risorse più promettenti che la nostra civiltà ci possa offrire come opzione non solo culturale, non solo economica e sociale, ma politica.

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È incredibile ma opzione in politica opzione in politica dizionari più blasonati definiscono il paesaggio come una parte del territorio di cui ci interessa il valore panoramico, la visibilità, mentre è del tutto ignorato il significato di azione progettuale di trasformazione, fondamentale per la qualità delle risorse che mette in campo, un approccio, un metodo e degli strumenti che mettono in tensione dei temi in ambiti delle dimensioni più diverse.

Nel dibattito politico il tema del paesaggio non è per ora proposto in modo chiaro. Il secondo argomento che dovremmo affrontare è il rapporto con la nostra storia, nella prospettiva di una visione di futuro.

Dobbiamo farne una forza. Uno degli argomenti oggi ricorrenti è il rispetto dei suoli non costruiti; ma il bilancio fra costruito e non costruito non si misura in metri quadri e cubi, in pesi e in litri, non si opzione in politica né in zoning, né in standard.

Si opzione in politica in doveri e diritti rispetto a idee e programmi e proprio dal mondo di Linneo, il meraviglioso mondo delle piante possiamo trarre nuove suggestioni. Penso ad esempio alle coperture di ogni genere di edificio, nelle quali dovrebbero attuarsi a tappeto dei roof garden in ragione di bellezza, di salute, di conoscenza.

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